domenica 13 dicembre 2009

ritorno

due cappelli colorati,
ultima chiamata,
un peccato non confessato.

pour votre sécurité

accartocciata tristezza,
infastidita e angosciata
resta seduta, incompleta
come un messaggio d'aiuto
su un vetro graffiato.
mormorio,
accordo silenzioso.

martedì 8 dicembre 2009

debito

erbe mediche,
cipolle sciupate.
un'anima ricalcata,
la sua coda di rubini.
stivali e parrucche,
dazio dimagrito.
qualche linea di pioggia,
il battito perduto,
il respiro mancato.
tremenda come una
smorfia inorgoglita
in una maschera seccata.

estranea preoccupazione.

domenica 6 dicembre 2009

ritocco

il timore.
il segreto.
un messaggio di vetro,
filamenti di pasta colorata.

(dodici secondi dopo)
il male che ristagna nel bene.
aride mani,
sfregate bugie,
la spalla di una bambola di stoffa.
cenere leggera,
fate chiacchierate,
una scarpa ricoperta di terra.

ritocco maleducato come la "chiusa" che non ho scritto.

sbuffo

una fisarmonica piegata e distesa.
ombra densa
come vernice che si asciuga.
anime di fumo, improvvisate
quanto un lenzuolo ricamato a mano.
caratteri eleganti,
cardinali e corsivi.
storia della storia
la fatica di un carico leggero
la preda più succulenta.

fuori luogo,
la voce, dolce, dell'amore.

sabato 5 dicembre 2009

oggi/domani

bordi affilati,
vino bevuto di spalle.
radio,
improvvisa paura.
ovale,
la forma di un capriccio.
un uomo a matita e
le sue tre valigie
acquerello fino.

(controllo l'orario)

undici dopo le undici.
una coincidenza che sorride,
avida come un bambino goloso.
occhi sgranati, ombrelli
la lettera prima e la sua essenziale
sciarpetta maiuscola.

rien pour moi, merci.

mercoledì 2 dicembre 2009

copia ( originale )

lettere cucite,
il paradiso nel vento.
una fregatura e
la sua bocca larga.
zucchero di sale.
assecondato rifiuto,
piegato alla vergogna.
un tappeto consumato,
briciole, batuffoli di
capelli caduti.

fenêtre

sterile e scortese,
come il sole nelle nuvole.
un cassetto per le noci,
instabile e transitorio.
lo spazio bianco
tra le ali di una tenda rossa,
labbra verticali, socchiuse
come gli occhi di un
cucciolo assopito.
unghie, curve addolcite.

lunedì 30 novembre 2009

parziale

sperduta e pittata,
la voglia respinta.
il seno di una puttana,
un rantolo ripetuto.


scosso, sbiadito, sacrificato.

fretta incontrollata,
una sala d'attesa,
le corde di una chitarra stonata.

rapito.
stoffe (eleganti) consumate,
le mani di un pescatore.
giorni traditi nel vento,
l'astuzia di un corvo affamato.

domenica 29 novembre 2009

visione

mercoledì 25 novembre 2009

aria consumata

venerdì 20 novembre 2009

incredulo

dismesso ed appagato,
il ghigno di un
nemico decaduto.
linee inventate,
limite.
argine che rimane.
quattro gocce vicine,
una macchia, una vita.

il freddo, il fuoco,
una corda strappata.

ruvida

gente scucita,
arrugginita e distesa
come
una stella di rame
premuta contro
una guancia
eccitata.

lacrime permalose,
respiri dolciastri.
inconsistente e
morsicata,
un'inverosimile
sorpresa saporita.

martedì 17 novembre 2009

discontinuo

rarefatto e rumoroso
un rimpianto profumato,
un cappotto cencioso.

possibili oscillazioni temporali

lunghi listelli di
legno bagnato.
pioggia posata,
(aria)
coincidenza nervosa.

domenica 1 novembre 2009

al tavolo disposto di lato,
cinque "pensosi pensieri",
stiracchio il domani
ancor prima
di finire l'oggi.
acqua di quattro bicchieri,
un pozzo di vino,
la pazienza di qualche
arancia spremuta.
due streghe,
una nonna di zucchero
spolverato.

domenica 25 ottobre 2009

poesia postuma

precario e disturbato
vago
come uno spirito notturno.
in una bolla escandescente
piccole bugie di luce,
ricami di ferro filato.
una ciotola di scarti,
proiettili di carta pressata.
elettrico tremore imbarazzato,
oro che si consuma.

venerdì 23 ottobre 2009

empirici ballerini
disordinati e vincenti.
una coppia di sei capovolti,
il baule di un mago.
al telefono, numeri sbagliati.
il sette al posto del due,
un vecchio ed il suo
raffreddato stupore.
dall'altro lato del treno,
capelli rossicci,
fili di una lamiera arrugginita.
frustate nel vento
delirio sconfitto,
incompiuto,
un tango rimandato.

disarmato

nell'ufficio del capo
vita che rimpicciolisce
ancora una volta.

fuori
resta "sola" la pioggia.
dentro
una paranoia liquida,
una prigione di spago,
il letto di un
grande imperatore.

giovedì 22 ottobre 2009

difettosa

bianca
asciutta
isterica

luce di mezzanotte.
stimolazione intermittente
guarigione frammentata
rivelo movimenti
rallentanti,
un piatto di brodo caldo,
il fondo di un pozzo
scoperchiato.

novantanove

la gola
raggrinzita,
una conquista
elemosinata.
attaccati alla
memoria,
due manici di
vetro opaco.
il sudore di una
scusa,
la fretta di una
rosa
appassita.

mercoledì 21 ottobre 2009

liquore di liquirizia

sciacalli.
indisciplinato e presuntuoso,
il suono di una campanella temporanea.
minorenni minatori,
una domestica divertita.
meravigliosa,
conserva in se
il piacere della rinuncia,
avorio nero,
il colore di un
bacio lontano.

martedì 20 ottobre 2009

intervalli

nomade coscienza
mi porta la voce di
versi vissuti,
sabbia e castelli.
una spada smorzata,
la risposta della paura,
una fragile tentazione
ricoperta
di cioccolato salato.
in soffitta, una
piccola ballerina di plastica,
gli ultimi giri di un
carillon dimenticato.

lunedì 19 ottobre 2009

sintesi

freddo e distorto come
il dolore che mi porto al petto.
la tolleranza di un padre padrone,
il colore delle anime sole.
tutta intorno polvere che brucia,
scintille di carbone,
piccole,
infuocate
ed
annerite
croci di legno lambiccato.

tremo.
ancora un po'.

sabato 17 ottobre 2009

(fede)

sull'altare,
un cappello per le monete.
un fischio lungo sette minuti,
le lacrime di un chierichetto.
la comunione al corpo ed al sangue.
dita che affondano nella terra umida,
il boccone del prete,
il segreto del male.

venerdì 16 ottobre 2009

concerto

un pizzico ripetuto,
acqua che gocciola dalla
ferita di un tubo arrugginito.
solo con la metà riempita di un secchio,
blu come lo sfondo
di un palcoscenico inatteso.
malinconico e stupito
il violoncello sembra saper dire
solo di no.
un amico nervoso,
la risata del violino.

musica ricamata fina.

mercoledì 14 ottobre 2009

quaderno piccolo

inafferrabile realtà di zucchero filato,
metto in conto tutto quello che rimane,
il metro di una sarta,
una favoletta impiastricciata.
sono tornato dove il tempo scorre dolce,
i gradini di una scala appoggiata alle nuvole,
una passeggiata sull'arcobaleno.
puerile, come la sintetica criniera
di un cavallo di stoffa marrone,
il suono di un arpa notturna,
l'imbottitura di mille cuscini tutti uguali.

tragicomico finale improvvisato.

così come deve essere

la forma di una piccola tasca,
lo spessore del grano,
la ruggine di un capanno isolato.
avvolta da servi di stoffa leggera,
una dama bianca e vanitosa,
il veleno di un serpente
sperduto ed incompreso.

martedì 13 ottobre 2009

ombre

è mattino.
il sole sbadiglia,
la luna timidamente scompare.
la luce solleva le anime,
le aiuta nel risveglio.
fotografie di un qualcosa che
non si vede.
ombre.
ombre cariche di sogni,
illusioni di perfezione,
trasparenza e gioia.
in una realtà mite e mai
concreta.

domenica 11 ottobre 2009

al banco

mastico nervoso
la strofa di una
canzone appassita.
tre caffè, un'aranciata amara.
la lussuria e la cipria,
una goccia di
piacere
aggrappata
ad un labbro
sporgente e scarlatto.

sequenza

affacciata al balcone
una principessa di rame.
messaggi dal fronte
muore il soldato ferito e deluso,
uno specchio non lascia passare
l'aria, l'acqua
cade come cenere pesante.
un filo di fumo che si dissolve veloce.

sabato 10 ottobre 2009

novella inventata

da una cella solitaria,
una preghiera evade silenziosa.
il piacere nella rinuncia,
il cappello di una strega.
di notte un gufo tiene in allerta
la luna, il sole
tornerà non appena una fanciulla
cadrà alla terra addormentata.

giovedì 8 ottobre 2009

tremolio

dita appuntite
solleticano il piacere
appena prima della schiena.

un foglio piegato,
castagne arrostite.
(movimenti leggeri)
gomiti poggiati su
una fredda ringhiera,
la vita ricurva di
una puttana e del suo
malinconico sorriso
a pagamento.
un chilometro di spago.
il cerchio scuro, impaurito
ai piedi
di una coppia di candele
ancora accese.
occhi sporchi e bagnati,
le ginocchia offerte alla terra,
fango.
tra le mani la coda di un
lamento infinito.

mercoledì 7 ottobre 2009

sabotaggio

disegnato nel vento,
il primo rigo di un
quaderno infreddolito.

il ricordo di una città vista di sera,
il riflesso di uno specchio malato.

ho bevuto del vino
sul collo del demonio,
la coda di un pianoforte di carta.

luce, polvere e saliva.

ripetuta

sabato 3 ottobre 2009

vecchi quaderni,
una distesa di sabbia.

fermento medievale

la lama che taglia la testa
la penna intinta nel sangue
la solitaria voce di una suora

un gelato geloso,
una gamba intrappolata.

due dita macchiate di nero,
la lana mischiata alla seta,
la vita di una candela consumata.

squarcio

un saluto ripetuto,
( tre volte )
in testa l'ultima sillaba
della mattina.
la fatica di un atleta
improvvisato,
il bacio di una
piccola tenaglia.
mentre avvolgo
di stupore la saggezza,
lascio cadere la spada,
concedo al nemico le mura.

giovedì 1 ottobre 2009

dislivello distorto


ho spogliato un quadro ricoperto di spago.

musica della testa,
movimenti leggeri,
comincio a disegnare
un tango immaginato.
nella cesta
gli scarti stropicciati
di un pagliaccio stinto.
calcinacci e polvere,
strati di pelle artificiale.


la danza si fa isterica,
lo spazio di un lungo respiro.


il fermo immagine mi ricorda
un cancello comandato dal vento,
ventaglio d'inverno,
il sorriso di un vagabondo ubriaco.

la disposizione ordinata
delle luci accese a festa.
la voce della madonna,
custodita
in un sacco di chiodi arrugginiti.

ho annotato e riscritto
un mediocre delirio notturno,
l'alito di una strega,
una decina di coltelli spuntati.

lunedì 28 settembre 2009

agrodolce dormire

nella stanza vuota
arriva lontanissimo,
il singhiozzo di una fisarmonica scheggiata.
vita ricucita in fretta,
le spalle dell'angelo presuntuoso,
la forza di una calamita sconsacrata.
venti gocce di pace,
il colore del latte,
la parte interna di una scarpa imbarazzata.

sonno atrofizzato,
spartiti e ragnatele
un sottile strappo di nastro adesivo.

amen

dimenticato e rappreso,
il sangue vestito di nero.

anoressica invidia,
vergogna e cortesia.

"beati gli invitati alla cena del signore"

il lupo e la sua coda,
tre spicchi di una mela matura.

domenica 27 settembre 2009

sette fiamme ferme,
una striscia di vento.
bianco che si asciuga,
conservo quello che rimane.
le bretelle di un pagliaccio,
la composizione chimica dei pensieri.
inerte, debole e sofisticato
il suono di un violino capriccioso.

sabato 26 settembre 2009

passo ( ripetuto )

notte intermittente,
paura provvisoria.
accanto alla luna,
il ritratto infreddolito
di un equilibrista maldestro.
orbita sconosciuta,
coriandoli di vetro.
la mano gentile
di un assassino seriale.

giovedì 24 settembre 2009

colla












straziante
seducente
scontrosa
...
una goccia di vernice
la faccia del pirata
la pelle ( sudata ) di un
angelo annoiato

martedì 22 settembre 2009

sindrome

sette linee parallele,
un'elettronica bugia
.
l'invisibile tavolo di legno secco
brucia e si annerisce.
profumo di noci,
il percorso delle lacrime,

la lista delle cose da evitare.

domenica 20 settembre 2009

02.41




martedì 15 settembre 2009

servo vuoto

la data e la firma, il dondolio del treno. l'amore si racconta dentro un filo di luce. mani d'acqua salata, pensiero di poco conto. una busta di carta che scoppia, la forma del cuore (morsicata) in una pesca matura. propaganda improvvisata, il numero subito prima del 9, la maniglia dorata di una valigia luminosa.

giovedì 27 agosto 2009

la primera vez

vestita di blu
come la luce soffusa
di un ricordo svanito.
la forma di un fiore
il mantello di un mago
il capolavoro di un
artista distratto.

mercoledì 26 agosto 2009

noia

stonata è
la voce di chi riesce
solo ad urlare
il vento mi scuote
cade la pioggia
un riccio,
al posto degli aghi
malinconia e noia
cambia la terra
resto fermo
lontano dalla massa
lontano dalla vita
assuefatto dalla voce
di chi non si fa sentire,
sconfitto dalla pace
di chi vuol combattere,
prigioniero dell'amore
e di tutto quello che non
riuscirò mai a capire.

giovedì 20 agosto 2009

anonime estensioni























mercoledì 12 agosto 2009

piega

cerchi concentrici,
acqua che si allontana.
meravigliosa lingua
straniera, impaurita
come la ricchezza,
una giacca sfilacciata.
nello schermo,
una magra cantante
la voce vestita di rame,
la pelle colore della sabbia,
le pieghe di una vita ingiallita.

martedì 11 agosto 2009

al lupo! al lupo!

il mantello del re caduto,
è arrivato col vento improvviso.
frenesia fiabesca,
un ruggito di fieno.
il pensiero della vita
appena dopo l'amore.
un cavallo ( di legno )
imbizzarrito.
umana ragione,

divina follia.

venerdì 7 agosto 2009

pregiudizio

polsi e caviglie legati,
prigionieri in pace della
( ben vestita e aristocratica )
noia.
sputo via qualche
patetica, puerile,
preoccupazione poetica.
escrementi di Potere.
trasparente e lontana,
la coda di una sirena.

lunedì 3 agosto 2009

notte bugiarda,
come vino di seta,
amanti di cristallo.
un orologio scolorito,
padre del futuro,
si sveglia preoccupato.
carne e marmo,
nuvole e passione,
gli anni di un fiore raro.

giovedì 30 luglio 2009

si avvicina scontroso,
un grigio vestito animato.
il suo invisibile contenuto,
bisbiglia vendetta.
eterno,
come un'enorme pietra di sale,
resto di spalle.
innamorato del vento,
intimorito dal male.
rinnego, distratto,
il mio ultimo sorriso.

sei sedie sole

formiche spaesate corrono

vorticosamente.

hanno perso la via,

la solita strada

razionale e conservatrice.

cumuli di minuscole molliche di pane

e bucce di scottate mele

mature.

sei sedie sole,

vuote,

mi parlano.

il corpo ligneo si sgrana

e la segatura,

che dalle rugose venature fuoriesce,

accompagna sgraziati scricchiolii

che predicano verità.

sei sedie vuote,

sole,

abbandonate al vento

al tempo

al mondo

sole al sole

alla luna

sotto un lenzuolo di mistero

che allontana polvere e ricordi.

solo

sei sedie sole

martedì 28 luglio 2009

67

soporifera convinzione.
vanità,
desiderio di marmo.
pensieri castigati,
custoditi nel freddo cuore
di questa stordita ed
invisibile
città di pane.

lunedì 27 luglio 2009

legaccio sporco

tra le guance metalliche
di una morsa annoiata
un coriandolo di stoffa
vive tranquillo
.
mentre le virgole
restano nascoste

mi risveglio
in un lunghissimo e lucido

cappello di lana nera
dove lettere d'inceso
si dissolvono distratte.

venerdì 24 luglio 2009

élite

rosso ubriaco,
un passante discute col vento.

appoggiata all'orecchio,
una favoletta disegnata.
mattoni.
forme ripetute.
intrappolato nel vetro,
un serpente accarezza le mie paure.
sette fotografie accartocciate,
il colore di un tessuto prezioso.
a spasso con il suo amico più caro,
il lupo si specchia nella vanità
delle ( ormai sue )
pigre, vuote e prelibate pecore.

giovedì 23 luglio 2009

espatrio

collane preziose,
attaccate alla gola,
velenose carezze d'argento.
titoli dimenticati,
polvere che aspetta polvere,
parole, coltelli e candele.

venerdì 17 luglio 2009

consiglio

privo di poetiche muse

comincio a solleticare

passate veneri

accarezzando

con svaniti occhi

pianeti e costellazioni lontane

nervoso

impaziente

pigro

lascio scivolare l’impertinente vita

nudo di voi altri

viaggio a ritroso

con la coerenza e

ho sete

ma sono saturo di idee

e privo di spensierate pazzie

nervoso

impaziente

pigro

lascio scivolare l’impertinente vita

ma mentre si sfiorano i calici

avverto un coraggioso formicolio

come un filosofico consiglio

seduto nella mondanità

delle anime vicine

corsia astratta

macchie d'inchiostro scuro, il corridoio di un vecchio ospedale.
tese dinanzi a me, lunghe braccia esili,
il tranquillo rifugio senza faccia.
enorme e nudo il pensiero rivolto all'amore.
trasparente e distratto il lamento di un bambino appena nato.

domenica 12 luglio 2009

nota

nella sala con le cornici arancioni,
l'orologio è fermo.
un coperchio di legno.
dove il pigro servitore piange,
la fine si mescola al principio.
quattro cavalieri neri, un martello
e una sottile incisione.

venerdì 12 giugno 2009

numero civico


cortesia e rancore,
un pensiero di marmo scuro.

utile quanto la polvere,

la faccia bugiarda della verità.

inanimato.




venerdì 29 maggio 2009

andata e ricordo.
sono il lampione rimasto acceso in pieno giorno. sono la parte che sporge di una grande montagna blu. sono una linea tratteggiata, un enorme uccello dalla verde coda. sono il cartello consumato dal sole. sono un immaginario ponte, una freccia capovolta e distratta. sono un incidente, un’elettronica sirena disperata. sono il mare all’improvviso. sono una ventina di finestre rosse, un numero spropositato di antenne tutte uguali. sono il pensiero arrabbiato di chi mi sorpassa, l’invisibile pedaggio obbligatorio. sono una pianta bruciata, un pesante sacchetto arancione. sono il traffico dell’ora di punta, un’improbabile casetta viola. sono un sedile rovinato, l’ultimo gradino, la seconda fermata.

giovedì 28 maggio 2009

affanno

costretto nel pugno di un
adulto irrequieto,
il viso
(di carta)
di una
bambina felice.
tempo passato,
il suono di una domanda,
la strada scolpita
su una
schiena di vetro.

martedì 26 maggio 2009






















fragore severo

pensieri di sale,
immortali e silenziosi
piccole statue di luce,
la vita che ritorna.
al cospetto del tempo,
pallide foglie di stoffa.

un ordinario risveglio,
l'odore della polvere.






domenica 17 maggio 2009

lista

cento note di vetro,
una certezza che cola,
rare pietre colore del sale,
uno scoglio di carta,
l'amore fatto con le mani,
diecimila tamburi impazziti,
venti materni,
profumate anime di sapone.

lunedì 20 aprile 2009

una poesia.

nella locanda, il cigno piange.
si ritrova tutto stretto tra
boccali e prostitute.
disperato,
con le ali troppo grandi,
non smette di tremare.
quando si accorge di sparire,
ordina un bicchiere
senza fine.

giovedì 16 aprile 2009

illeso

camicia di ferro,
vene aggrovigliate.
arrivo dove il limite
racchiude una rinunzia.
neri e contraddittori,
aghi di vetro.

giovedì 9 aprile 2009

in dentro

insanguinati e stanchi, gli occhi.
enormi e vuote, le mani.
assordanti ricordi,
vestiti di un freddo vento,
materializzano, bianchi
pensieri provvisori.
improbabili
chiodi di sale,
bloccano al collo la testa.

un piacevole pregiudizio di velluto,
il balletto sospeso,
la madre di tutti i rifiuti.

lunedì 6 aprile 2009

giovedì 2 aprile 2009

futile

clandestino.
uno filo di lana miscredente
separa il corpo dall'anima,
conservo le forze in un sacchetto di carta.
idee di cemento
zavorra della testa
con gli occhi attaccati alle palpebre,
vedo quello che non esiste.

disgustosa tirannia poetica.

martedì 31 marzo 2009

X

pesante, come una bugia finta.
mastico piccoli pezzetti di ferro,
il pappagallo non ripete.

egregio signor nessuno,
vuol dare a me il soprabito?

invidia.
il ladro, veloce e silenzioso,
porta via le carte preziose.

restano:
legacci macchiati di terra e chiodi impazziti su penzolanti scaffali.
un disorientato orso, dai modi gentili,
mi porge una mappa bruciacchiata.
una rubiconda lettera romana non è la meta, non è la casa.
stavolta il significato si nasconde, timido,
in una piccola, sorridente, capovolta, virgola.

lunedì 30 marzo 2009

deseo ocultado


disorientato.
in un mercato di oggetti superflui,
rispolvero il rumore di meccaniche e pazienti lettere.
il passato nel futuro.
meraviglia di ferro.
si manifesta, controverso, un desiderio nascosto.
rido, piango, mi sporco d'inchiostro.

insolito.



mercoledì 25 marzo 2009

attimi

aspetto l’afrodisiaco secondo

come una lacrima di miele

in un alveare di pensieri

cerco di descrivere il mio stare bene

su minuscoli fogli senza confini


incapaci le parole

inermi le mani


osservo l’inchiostro nero

gocciolare dalla sfinita penna

ma non c’è spazio per le mie rime

non c’è tempo per i miei perché

come


il tutto senza il niente

la pace senza la guerra

l’amore senza l’odio


resto fermo

ed il sangue straripa dalle vene

il sudore trabocca dai pori

futili sforzi

per descrivere


un battito d’ali

un soffio di vento

un attimo di felicità

sabato 21 marzo 2009

condanna

incomprensione arrotolata.
fetore malvagio.
un lurido fazzoletto di stoffa, spinto giù per la gola.
tortura.
aria che non entra.
la lingua costretta in un amaro incavo mentre,
il boia sorride concentrato.
esile crepa nel legno, dal tetto la voce della luna
arriva e mi rapisce.
concedo alla vita gli ultimi, fiduciosi, tremolii.
7 minuti, forse meno.

ferita invisibile

provvisorie immagini scorrono al rallentatore. movimenti sinuosi controllano il rubino percorso di una goccia di sangue sul palmo della mia ferita mano. lenta la macchia purpurea si allarga tra le pieghe e le sottili incisioni digitali. chiudo le dita, il pugno nasconde un mediocre paradosso. fotocopia dell'anima, resto prigioniero del mio corpo ancora un po'. sangue gentile. sangue artificiale.

venerdì 20 marzo 2009

40

il lampione che nel temporale rimane, vive, muore e si riaccende ad ogni calar delle mie stanche palpebre. pioggia. guasto. luce intermittente prima del buio. un centinaio di casalinghe impazzite lavano il mare. lampo. luminoso silenzio, aspetto il tuono. fragore continuato.

penitenza. prigione. preghiera. perdono.

analfabeta.
non leggo ne scrivo,
ricordo e ripeto.

penitenza. prigione. preghiera. perdono.

penitenza. prigione. preghiera. perdono.